La solitudine dell'ala destra    (6571 Click)
Titolo: La solitudine dell'ala destra
Categoria: Poesia   
Autore: Fernando Acitelli
Titolo originario: ,,,,,,,,,,,,,
Traduzione:
Citazione bibliografica: Acitelli,Fernando (1998),La solitudine dell'ala destra,Einaudi Tascabili
Link acquisto: http://www.ibs.it/code/9788806147655/acitelli-fernando/solitudine-dell-ala.html
La solitudine dell'ala destra

Per i grandi esteti delle lettere calcio e poesia è un connubio non sempre cosi digesto:da qui,forse,l'incredibile mancanza (quasi totale) di versi che inneggino al nostro sport preferito.
A colmare questo vuoto (la poesia sportiva del '900 si limita alle cinque poesie sul calcio di Saba,i "versi atletici" di Hemingway,qualche saggio di Pasolini sulla relazione fra calcio e società,e poco,pochissimo altro) ci prova Fernando Acitelli,romano,classe '57,che con "La solitudine dell'ala destra" ci consegna un'opera probabilmente mai vista in Italia per la sua specificità;185 poesie per altrettanti giocatori passati alla storia o no,fortunati o meno,sommersi o salvati (o,per meglio dire,i "sommersi salvati",come recita l'ultima parte della raccolta).
Si parte dai primi eroi-pionieri di questo sport,retaggio di un passato mitico oramai divenuto sfocato ai nostri occhi;ed ecco così gli inni per i primi giocatori in assoluto di cui si ha memoria,Orsi "centurione della Pampa",Combi "elogio delle ginocchiere",Attilio Ferraris IV "Leone di Highbury,o semplicemente lupo di Testaccio".Sono immagini tenere per un calcio che,nonostante il passare degli anni,continua comunque a preservare quel suo alone di eroicità e di mistero,per protagonisti di cui oggi abbiamo un numero esiguo di immagini,e qualche ricordo dei pochi rimasti ad averli visti giocare,quando "al tempo dei tornei del Littoriale,Bernardini era poeta come Montale".
La seconda sezione che incontriamo è dedicata quasi interamente agli anni '50,ed è intitolata "Uscì piangendo dal Maracanà" (ovvio riferimento al Brasile del 1950,che perse in casa un Mondiale contro i rivali sudamericani dell'Uruguay):straordinari i due componimenti per Nils Liedholm,immaginato come un ideologo,un Cartesio del gioco del calcio,prima come uomo di campo ("centrato il punto/della speculazione/la palla a nascondere/col possesso"),poi in seguito come allenatore ("Ma il tuo Discorso sul Metodo/fu l'aver purificato Tassotti/sì da farne un Djalma Santos europeo"),e per John Charles,il gigante buono,descritto con fiammate fugaci e molto intense ("Il Galles è il retrobottega della Cornovaglia.La cronaca nera/contro la poesia/la sinistra hegeliana/contro Shelley".)
Lentamente,e con un grande lavoro di cesello e di rifinitura,l'autore romano ci instrada verso volti più conosciuti:sono arrivati gli anni '60,gli anni del boom (prima) e della contestazione studentesca (poi),anni in cui i calciatori prendono coscienza del loro status di gladiatori del XX secolo.Anni in cui abbiamo visto scendere in campo alcuni fra i più grandi fuoriclasse della storia di questo sport.
Solo qualche nome,giusto per essere chiari:Pelè (definito "il bacio dorato alla Rimet",che diventa poi il titolo di questa galleria di giocatori straordinari),Garrincha ("E al funerale/tutta Rio si fermò"),Sivori ("Deflorati avversari in tunnel/arrischi perpendicoli alla Borges"),Bobby Moore "obelisco egizio in un recinto di barbari".
Ma come dimenticare altre figure mitiche che ci hanno fatto innamorare per via della loro classe cristallina,come Best ("Col tuo nome,il migliore/chiudevi il tridente dei rossi di Manchester"),Jascin ("In Occidente pensano/ci sia sotto qualcosa") e il beat Gigi Meroni,la farfalla granata,di cui l'autore si sente giustamente un orfano ("Come diverso m'apparve il giorno dopo l'oratorio...senza di te") per una morte assurda,che spezzò le ali di colui che "Sfinito l'estro degli oriundi,conquistò la cattedra di Metafisica",grazie alle sue giocate da vero campione che di lui avevano fatto innamorare anche gli avversari.
Come detto,la logica che regola "La solitudine dell'ala destra" è cronologica,sequenziale:arriviamo quindi al "Lancio wagneriano",che include i protagonisti del decennio 1970-1980:naturale che le prime poesie siano dedicate agli assi brasiliani che vinsero il Mondiale del '70,come Jairzinho "che con la vecchia storia del dribbling rimise le cose a posto" e Rivelino,per poi arrivare ai grandi calciatori tedeschi e italiani (all'epoca il massimo fra i giocatori continentali),fra cui Gerd Muller il quale "da homo erectus,spizzando/segnava fra folle di terzini".La più bella,comunque,rimane la breve composizione per Johan Cruijff,il profeta del calcio totale:"Pressavi con classe gli inebetiti avversari/detti anche portatori di palla/ovvero quasi schiavi/del neocolonialismo arancione".
Le ultime tre parti sono quelli più vicine a noi,dagli anni '80 in poi,e si intitolano rispettivamente "Alle spalle di Schumacher" (ovviamente denso di componimenti per gli italiani di Spagna '82),"Si fa presto a dire Baggio!",dedicato interamente ai personaggi della nostra serie A degli inizi degli anni '90 (non nego che è questo il mio capitolo preferito...);per concludere,una bella e commovente retrospettiva sui "Sommersi salvati" di cui abbiamo fatto già cenno:gli eroi per un'ora o per un'azione,per poi tornare ad essere carneadi.Sono questi i soggetti cui Acitelli si sente più legato,per la tenerezza di questi personaggi a cui sono state precluse le porte dell'Olimpo.Eroi sfortunati:Francesco Scaratti (gregario per una vita alla Roma),Franco Liguori (a cui Benetti,con uno dei suoi contrasti,interruppe la carriera),Luciano Bodini (portiere di riserva della Juve per dieci anni dal '79 all' '89,prima sotto Zoff,poi sotto Tacconi),Gianfranco Casarsa (attaccante precursore del calcio di rigore tirato da fermo,"alla Signori" per intenderci).
Insomma,un'opera che veramente mancava nel quadro della letteratura calcistica,per la sua semplicità,per la commozione che il poeta mostra nel vedere anche solo una finta ben fatta,un tuffo coreografico,un passaggio smarcante.Acitelli si rende il poeta-vate di questa strana,assurda e mistica religione.
Che,da "La solitudine dell'ala destra",trova anche un suo testo canonico.

"Queste poesie sono il tentativo di recuperare per ogni singolo calciatore il gesto tecnico,l'azione che lo ha scolpito negli annali del calcio"

(the dog)

Keywords: La solitudine dell'ala destra Fernando Acitelli

Recensione di: : thedog

Fonti internet
Fernando Acitelli - Lettura Brano(1128 Click)
Fernando Acitelli Intervista(998 Click)
Calcio , Poesia , Letteratura - video , recensioni , link - MovieSport(968 Click)

Recensione pubblicata da TheDog il 20/12/2010
Ultimo aggiornamento effettuato da TheDog il 04/03/2011
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Utente non registrato28/04/2017
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