Il romanzo del Vecio - Enzo Bearzot, una vita in contropiede    (4520 Click)
Titolo: Il romanzo del Vecio - Enzo Bearzot, una vita in contropiede
Categoria: Biografie   
Autore: Gigi Garanzini
Titolo originario: ,,,,
Traduzione:
Citazione bibliografica: Gigi Garanzini, Baldini&Castoldi, Milano, 1997
Link acquisto: http://www.ibs.it/code/9788880899518/garanzini-gigi/romanzo-del-vecio.html
Un viaggio nella memoria di Enzo Bearzot, una miniera di episodi e saggezze, un romanzo che è nazionale ed è già storia del calcio della nostra Italia. Gigi Garanzini, solido giornalista cresciuto alla scuola di Gioan Brera, colloquia con l’ex Commissario Teccnico, C.T., non solo scavando nella memoria ma anche, e soprattutto, attualizzando e scandendo nella storia il pensiero di chi ha vinto il Mondiale di Spagna. Il libro è del 1997 e la prefazione è di Indro Montanelli che definisce l’amico Enzo “testone galantuomo”
Tutto fa pensare a un libro del passato e che parla di passato. Non è così!
Intanto perché il pensiero del Vecio sul calcio, pur essendo diffusamente impraticato, è assolutamente giusto, puro e bello.
In secondo luogo perché i fatti narrati e i protagonisti citati sono sempre ricollegati al presente, non quello del 1997; sono ancora tra di noi e proiettati a restare nel futuro, non solo come già sarebbe normale per una auto biografia così importante, ma perché parlano ancora oggi a chi ama e pratica il calcio. Sono fatti e protagonisti che Bearzot chiama in scena non per un’auto celebrazione postuma ma per suonare un grande inno al Calcio.
Il valore della sconfitta e quello dell’indignazione; la squadra concepita come un’orchestra di jazz il cui tema musicale è prefissato ma ampi spazi vengono lasciati all’estro e alla grandezza dei solisti; la gestione della paura del singolo e la funzione di accompagnatore che il mister assume; la quintessenza contropiedista del gioco italiano spiegata con una logica scarna e ferrea quale risultante della capacita nostrana di cogliere le qualità dell’avversario; il ruolo noto e patriarcale rispetto ai suoi ragazzi nutrito di aneddoti o ricordi che servono ancora oggi a chi guida una squadra.
C’è tutto questo e molto di più ne Il romanzo del vecio.
Il libro si snoda dall’infanzia all’esordio da calciatore, in B, nel Pro Gorizia; dalla carriera di calciatore con l’Inter, con il Catania, tre anni, e infine con il Torino dove Enzo chiude la carriera passando il testimone a Giorgio Ferrini a quando, chiamato dal paron Nereo Rocco, inizia a guidare la squadra De Martino del Torino. Chiamato da Artemio Franchi nello staff della nazionale narra della Federazione e del sottobosco intorno a essa con giudizi la cui attualità è indubbia.
La filosofia di Bearzot e del suo calcio è nitida per il lettore e si può essere solo d’accordo o in disaccordo. E’una visione del calcio senza sfumature, molto netta. L’uomo è stato spigoloso ma la sua logica è molto di più di uno spigolo. Certe frasi sono macigni che seppelliscono, come nel caso dei giudizi su Arrigo Sacchi.
Siccome le storie generali non prescindono mai dalla vita personale del protagonista, e Garanzini è stato ottima levatrice, particolare gusto a leggere questo libro possono provare i friulani, i tifosi del Catania e del Torino , i cittadini milanesi tutti nonchè noi amanti del calcio.Le pagine sul Torino, poi, sono epiche.
Tutto è raccontato con sobrietà e senza alcun auto compiacimento e sembra che Bearzot non sia il protagonista ma un osservatore pudico che con tanti piccoli fatti e aneddoti disegna un affresco nazionale. Un affresco sul calcio da cui non potremo prescindere nel futuro. Il calcio del terzo millenio conquista più facilmente consumatori che entusiasmo. Il calcio di Bearzot è l’ultimo calcio vicente del ventesimo secolo. Quanto piccola appare l’impresa tedesca dei Lippi&Cannavaro.
Per chi vuole sapere come Enzo risolve la domanda sul giocatore più forte di ogni epoca tra Maradona, Platini, Crujff e Di Stefano dovete andare a leggere, e la spiegazione vi stupirà. L’indice dei nomi è nutrito e utilissimo.
Noi diciamo con Di Stefano “ Gracias Vieja”, grazie vecchia palla.

(fonte: http://www.e-dicola.it/d&t/articoli/Il_romanzo_del_Vecio_Enzo_Bearzot_una_vita_in_contropiede.html)

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Fonti internet
Blog di Gigi Garanzini(2798 Click)

Recensione pubblicata da nanus il 03/07/2011
Ultimo aggiornamento effettuato da nanus il 03/07/2011
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