Quando il Milan era un piccolo diavolo    (2995 Click)
Titolo: Quando il Milan era un piccolo diavolo
Categoria: Saggi   
Autore: Sergio Taccone
Titolo originario: ,,,,,,
Traduzione:
Citazione bibliografica: ed. LIMINA - Collana "Storie&Miti" - 2009
Link acquisto: http://www.ibs.it/code/9788860410313/taccone-sergio/quando-il-milan-era.html
Milan, un Piccolo Diavolo
Sergio Taccone, un giornalista innamorato del Milan, viaggia controcorrente per raccontarci gli anni più difficili del club rossonero, quelli della Serie B e della Mitropa Cup. Un racconto che inizia con lo scandalo delle scommesse (1980) e il ritorno in A (1983) spinto da un indimenticabile "messaggio" di Franco Baresi.

Scrivere un libro sugli anni più bui della squadra del cuore, equivale a ricordare i momenti tristi trascorsi con la fidanzata. Ed è con un velato spirito masochista (e forse anche nostalgico) che Sergio Taccone, giornalista del quotidiano “La Sicilia”, ha voluto cimentarsi con il libro nero dei ricordi. Tifoso rossonero da “sempre”, per sua stessa ammissione, Taccone offre una dettagliata analisi degli anni della B e della Mitropa Cup del Milan. Anni sconosciuti per i trentenni di oggi, ricordi nebulosi per i quarantenni, e stagioni tristi per quelli che ancor prima si sono innamorati dei colori rossoneri. Perché, per laurearsi in “milanologia”, non basta conoscere la formazione del grande Milan di Sacchi, oppure quella di Capello, o ancora quella più recente di Ancelotti. Per essere “un vero casciavit” (cacciavite in milanese, goliardico epiteto coniato per i tifosi rossoneri), serve ricordare quel Milan, quello delle due retrocessioni in B e dell'onta che neppure con dieci Champions League il club riuscirà mai più a cancellare.
RICORDI DOLOROSI — E così Taccone guida per mano i tifosi a sfogliare l'album dei ricordi dolorosi, iniziando dalla stagione 1979-80, quella della retrocessione per illecito. Il Milan arrivò terzo, alle spalle di Inter e Juventus, ma a stravolgere la storia arrivò la vicenda del calcio scommesse. Tutto iniziò con la deposizione di un fruttivendolo, Massimo Cruciani, alla Procura della Repubblica di Roma: il commerciante denunciò il suo tracollo economico, cominciato quando un suo amico, Alvaro Trinca, proprietario di un ristorante, gli fece conoscere alcuni giocatori, abituali frequentatori del suo locale. Tra questi c'erano i laziali Wilson, Manfredonia, Cacciatori e Giordano. Cruciani, appassionato di calcio e di scommesse (clandestine, ovviamente) parlò al quartetto biancoceleste della possibilità di truccare alcune partite, scommettendo sui risultati: l'idea (che coinvolgeva inevitabilmente anche giocatori di altre squadre) riscosse successo, ma il meccanismo all'apparenza impeccabile, s'inceppò. Cruciani perse 160 milioni di lire dopo che Taranto-Palermo (serie B) non finì in parità. E per rifarsi ne puntò 180 su Vicenza-Lecce e Milan Lazio: milanisti e laziali fecero il loro “dovere”, a Vicenza finì, a sorpresa, 1-1, e per Cruciani fu la fine del gioco. Le denunce del fruttivendolo non risparmiarono nessuno e tra i giocatori spuntarono i nomi di Savoldi, Zinetti, Colomba, Dossena e Petrini del Bologna, Agostinelli e Damiani del Napoli, Paolo Rossi, Casarsa e Della Martira del Perugia, Girardi del Genoa. Il 23 marzo 1980 scattarono le manette negli spogliatoi dei campi di calcio di serie A. Il 18 maggio la sentenza della Commissione Disciplinare condannò Milan e Lazio alla retrocessione. Il presidente rossonero Felice Colombo fu radiato, Albertosi fu squalificato per quattro anni, Morini per uno, mentre Chiodi se la cavò con sei mesi.
CADUTA E RISALITA — Due anni più tardi l'Italia vinse il Mondiale di Spagna e la Figc concesse un'amnistia speciale. L'unico condannato alla sanzione pecuniaria, però, fu il fruttivendolo Cruciani. Per i tifosi lo shock fu tremendo. Anche se quello peggiore era ancora distante due anni. Ma anche nel buio della prima retrocessione in serie B della sua storia, il Milan riuscì a gettare le basi per quella che un giorno sarebbe diventata la squadra più forte d'Europa. Uno dei primi acquisti fu Mauro Tassotti, soffiato all'Inter di Fraizzoli, che andò a rafforzare un reparto difensivo già forte di due giocatori di gran valore: Baresi e Collovati. Ottorino Piotti sostituì Albertosi che si era ritirato. Tra i giovani arrivarono Alberigo Evani e Sergio Battistini. Tecnico della prima stagione in B fu Massimo Giacomini: l'età media si abbassò da 26,5 a 23,6 anni, grazie all'ottimo lavoro del vivaio rossonero. La stagione iniziò a San Siro con la vittoria sul Bari. Segnò De Vecchi che disse: “Fare gol è stato come liberarsi da un incubo e ritrovare l'ottimismo”. Ma l'incubo si trasformò in tragedia alla 13esima giornata: il Milan perse a Taranto (3-0) per la gioia degli interisti che seguivano la serie B con la passione degli avvoltoi appollaiati accanto all'animale agonizzante. Intanto la stagione proseguiva senza infamia e senza lode: i rossoneri riuscivano a tenere testa alle meno blasonate rivali fino alla rete della promozione di Walter Novellino. Segnò di testa a San Siro e Daniele Massaro (futuro rossonero del Milan dei miracoli) si fece parare il tiro del pari proprio allo scadere. Con 50 punti (18 vittorie, 14 sconfitte e 6 sconfitte), il Milan vinse il campionato e tornò in A ponendo fine al purgatorio.
UNA LUNGA NOTTE — Ma la notte era ancora lungi dall'essere passata” scrive Taccone. E infatti la stagione 1981-82 passò alla storia come l'annus horribilis del Milan. Mentre la Juve acquistò Paolo Rossi, la Fiorentina Ciccio Graziani e Pietro Vierchowod, in casa rossonera, sfumato l'ingaggio di Zico, arrivò Joseph “Joe” Jordan (ex Manchester United), detto lo Squalo dopo aver perso due incisivi tentando un colpo di testa a 30 centimetri da terra. A guidare la squadra fu chiamato Gigi Radice. “Forza Milan” lo descrisse come “il pepe sulla bistecca, lo stimolo, la carica”, il sergente di ferro in “un ambiente da elettrizzare e fortificare prima ancora che in un gioco da impostare”. Radice vantava una promozione in B col Monza e una in A col Cesena; ma soprattutto la vittoria dello scudetto col Torino nel 1976, 27 anni dopo la tragedia di Superga. Il presagio negativo arrivò subito: il Milan perse in coppa Italia con l'Inter al primo turno. Ma il k.o. peggiore arrivò in campionato col Catanzaro (3-0). Radice resse fino alla 16esima quando l'Udinese, espugnando San Siro, lo condannò all'esonero. La squadra venne affidata a Italo Galbiati, mentre pochi mesi prima Giuseppe Farina era succeduto a Gaetano Morazzoni. Nella stagione peggiore della sua storia, il Milan conquistò la Mitropa Cup, la coppa dell'Europa Centrale che dal 1979-80 vedeva affrontarsi le vincitrici delle seconde divisioni di Jugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia, Austria e Italia. A San Siro i rossoneri trionfarono 3-0 sul Vitkovice.
QUEL PASTICCIO DI NAPOLI — In campionato, però, le cose andarono diversamente: nell'ultima giornata il Milan doveva vincere sperando nella sconfitta di Bologna e Genoa. Il Bologna perse ad Ascoli, il Milan vinse a Cesena (3-2) grazie ad un “grandissimo gol di Antonelli” (come ricordò Enrico Ameri a “Tutto il calcio minuto per minuto”), il Genoa, invece, nonostante stesse perdendo 2-1, riuscì a pareggiare grazie al “pasticciaccio brutto” del portiere napoletano Castellini che regalò il calcio d'angolo ai rossoblù e grazie al gol di Faccenda lasciato tutto solo sul cross dalla bandierina. La notizia arrivò ai milanisti quando, sicuri del k.o. del Genoa, stavano facendo il giro di campo: per la seconda volta in tre anni il Milan tornò in B. E questa volta non fu per illecito sportivo, ma per demeriti sul campo. Memorabile resta la frase di Baresi, cercato da tanti club, che siglò per sempre il suo amore per i colori rossoneri: “Con il Milan a vita, a patto di costruire una squadra forte, che possa tornare ai fasti di un tempo. Si può giocare in B, ma senza dimenticarsi che siamo il Milan. Gioco anche gratis in rossonero, ma in una squadra che sa farsi
rispettare ovunque”. E il Milan non solo vinse il campionato, ma ritornò dalla cadetteria ancora più forte per diventare, un giorno, la squadra più titolata al Mondo.

Dario Colombo
(fonte: http://www.gazzetta.it/Libri/19-12_Dicembre-2009/milan-piccolo-diavolo-602366419953.shtml)

Keywords: Milan

Recensione di: :

Fonti internet
Recensione Libridine(1345 Click)
Letteratura Sportiva(892 Click)
Rassegna Stampa(842 Click)
Premessa(837 Click)
Recensione Corriere dello Sport(813 Click)

Recensione pubblicata da Terzino_Sinistro il 14/09/2011
Ultimo aggiornamento effettuato da Terzino_Sinistro il 15/09/2011
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